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lunedì 5 dicembre 2011

Doveva andare cosi - di Marco Musso

Gioia e noia,
sogni e boria,
rettilinei e scambi
che alla fine ti convincono
che doveva andare cosi.
Non ci sono illusioni senza delusioni
eventi che non ti conducano alla dura verità.
Sembra strano, progettato,
sembra che il destino ci metta proprio il suo naso.
E non serve piangere,
non serve ridere,
se non solo come reazione d'insoddisfazione,
perchè alla fine
la realtà si presenta più concreta di tutti i progetti,
come quel sogno ad occhi aperti
che al risveglio si è dimenticato.

Milano, 03 dicembre 2011 18.40

pubblicata da Marco Musso il giorno lunedì 5 dicembre 2011 alle ore 7.54

venerdì 2 dicembre 2011

Come Natura - di Marco Musso

Nasce cosi
intrecciata fra le parole
l'idea che domina ogni azione,
che cavalcando l'emozione
scava in fondo al mio cuore.
Io, corpo immobile davanti a te,
accetto queste prove,
come percorso nel maturare,
come prova finale,
come ferita che nel dolore
purifica la sofferenza
donando un nuovo contenitore.
Non esiste azione senza motivazione,
reazioni nate dal vuoto.
Nella vita ogni evento
e' dominato dalla forza del vento,
che tra gioie e dolori,
dalla brezza in tormenta,
smuove quest'anima mia,
fulcro del mio essere limpido,
adombrato dalle nuvole delle mie paure
di essere sole senza il sereno,
giornata di pioggia che dopo tuoni,
non sia capace di ritornare cielo stellato.

Milano, 01 dicembre 2011 23.43

pubblicata da Marco Musso il giorno venerdì 2 dicembre 2011 alle ore 13.44

giovedì 1 dicembre 2011

Donata - di Marco Musso

Racconto di te,
di quei frammenti che doni al mondo
come polvere di stelle,
che copre e riscopre
l'amore mio che provo per te.
Oggi canto una canzone,
figlia di un'emozione,
che danza al ritmo della tua armonia
come petagramma fisso e coerente
in cui le note inseguono la tua liberta'
volando inconsapevolmente via.
Seguo e dipingo il tuo profilo,
un intreccio di curve e colori
dove facile e' perdersi
nel calore e nella fantasia,
rimettendo in moto il mio cuore,
generoso nel cedersi,
tra le regole ed i dettami della passione.
Oggi spendo ogni lacrima
un gesto ed un ricordo,
un segno e l'illusione.
Oggi al risveglio mi accorgo
che era un sogno
o forse solo passione.
Oggi in pugno rimane solo il soffio,
quella brezza che muove
come carezza che in aria muore.
Oggi penso a te,
che non ci sei mai stata
e che nella vita
in sogno a me ti sei donata.

Milano, 08 novembre 2011 19.53

pubblicata da Marco Musso il giorno mercoledì 9 novembre 2011 alle ore 10.14

Se - di Marco Musso

Se mi svegliassi
all'improvviso da questo candore,
sentirei i brividi dell'attuale,
la condizione di chi vuole
nel dolore un domani,
nel calore un amore,
nel candore una mano,
nello sguardo l'icona del mio rimpianto.
Se mi svegliassi
dal sogno che mi accompagna,
lontano dal vuoto di mille parole,
dal colore dei lividi
che come segnali cospargono la via che porta il mio nome,
sentirei la solitudine dei tuoi sguardi,
svuotati dal reale e da tutto quel che ci appartiene.
E allora scappi,
ti contorci,
insegui il lume come un fiume,
un bagliore che muore come la ragione
affranta da questa condizione,
guidata dal desiderio perso e cieco del destino.
Dopo i tuoi sospiri che ti hanno assopito
ora fuggi,
dalla mia mano e dal cammino,
salti l'ostacolo quando sei vicino
e nella follia dei tuoi timori,
strappi in pezzi ogni domani,
butti e bruci i miei spazi ed i nostri legami
e nel disperdersi di energie e vissuto,
lasci infrangersi ogni futuro.
Chiuso nella costruzione di ogni mia convinzione,
sbatto e lotto per ricucire,
guardo ed urlo contro il riflettersi del vuoto,
stringo e spingo la cecita'
che nel diffondersi di questa onda d'urto
lascia dietro a se il solo ricordo dell'eco.
Quando hai perso ogni appiglio
che trasformava il buio in aurora
non puoi che lasciarti andare
come il sole alla sera.
Qui,
seduto a contare le ore
lasci che il tempo risani le ferite,
lasci che un segnale ti riporti in vita,
lasci che l'energia che possiedi
trasformi il dilatarsi in opportunita'.
Qui,
davanti alla follia della realta'
scopri che ogni attimo possiede l'infinito,
scopri che per sollevarti ti basta un sorriso,
una piccola emozione per meritarsi il paradiso.
Tu solo nel tuo cammino,
scopri che la vita si rigenera
e che intorno a te scalpita.

Milano, 09 novembre 2011 17.14

pubblicata da Marco Musso il giorno mercoledì 9 novembre 2011 alle ore 17.16

Lacrime e Sangue - di Marco Musso

Lacrime e sangue
come pianti e lotte,
un segno e questa realta'
in cui non cambia niente.
Gioie e dolori
come felicita' e timori
in una direzione collettiva
per questa vita proibitiva.
Lascio un pensiero, una frase,
parole al vento colte dalla reazione,
la voglia della gente di cambiare,
di rivoluzionare un momento promiscuo
orientato sull'interesse e le futilita'.
Qui dove la vita e' pesata in doni,
in quantita' di premi,
fuggo verso una nuova realta'
dove nell'idea puoi costruire un futuro,
dove tra onesta' e generosita'
si consolida un tessuto sociale,
rete collante di un crescere,
del divenire di un paese dove non devi piu' fuggire.
In questo cielo fatto di lucciole,
di falsi miti e fatue promesse,
io pianto l'albero della fortuna e della speranza,
pianta caparbia dalla forte corteccia.
Qui, emozionato dall'euforia,
vedo crescere l'utopia,
una meta lontana, un riferimento infinito,
verso cui da oggi puntare il dito.
Qui,
scaldato dalla voglia di rivoluzione,
metto la mia faccia ed il mio onore,
pianto i semi del rispetto
di quel meccanismo trainante della civilta'
collante essenziale per la crescita.
Qui dove tutto torna uguale,
cerco la mia prospettiva nuova,
fatta nell'interesse collettivo di maturare,
passo dopo passo,
verso la difesa della liberta'.
In un escalation convulsa
tra debiti e crediti,
tra liti e politicanti,
tra tagli e onorevoli,
tra discussioni sterili volte alla paura,
in un arena dove sembra impossibile parlare quella lingua
che tra fondamenti e dettami dovrebbe costituire la base da cui partire,
e' dal problema che nascera' la soluzione,
da chi l'economia non la vede come profezia,
da chi prende il toro per le corna
e tra onesta' intellettuale e cultura
dai Monti risorgera' il nuovo sole.
Rivoglio l'Italia,
il Bel Paese,
il luogo dove tra poverta' e spese
nella terra fertile puoi seminare,
ho voglia di tornare a sognare,
alla sorgente della mia Nazione,
tra Romanticismo ed Arte,
tra intuizioni e follia,
nella continua lotta tra satira e politica,
li dove nasce la cultura e le emozioni
nella culla della vita mia.

Milano. 10 novembre 2011 09.33 a.m.

pubblicata da Marco Musso il giorno giovedì 10 novembre 2011 alle ore 10.44

Una vita rubata - di Marco Musso tratta dal mio libro "Lacrime dal cielo"

Era un giorno
come tanti altri
era afoso, quasi estivo
e la gente passeggiando
distrattamente viveva.
C'era un parco, fiori e prato,
c'era un angolo di mondo.
Lui e lei
diversamente
avevan storie, fantasie
ed in comune un destino segnato.
Camminando tutto ad un tratto
non so cosa cambio'.
Lei un fiore
un frutto acerbo
il futuro e tanti amori.
Lui un uomo
o per cosi dire
un altro viaggiatore.
Uno sguardo, un'ombra, un passo
una forza, una cieca follia,
afferra il braccio,
brucia in fondo
negli occhi suoi ogni respiro.
Colpi ed ansimi d'affanno
l'immobilita' e l'offesa.
Persa in un soffio la vita
come svuotata, arresa.
In un attimo la furia
l'ira verso una bambina
come oggetto inanimato
come espiazione divina.
Non c'e' amore, affetto e cuore,
non c'e' neanche l'emozione
non c'e' l'istinto o la ragione
che possa muovere il dolore.
Tutti attimi sospesi,
nel vuoto cieco di citta'
che tra divertimento e goliardia
non si ferma e vola via.
Sono attimi rubati
di violenta eternita'
che consuma con la forza
la piu' piccola identita'.
Soli in mezzo a tanta gente
lui le ruba quel tesoro
che la gente a volte butta
disperdendola nel vuoto.
E' una vita che si spezza,
troncata, persa, evaporata,
un'intimita' rubata
per lo sfogo di un momento.
Io mi chiedo se sia giusto,
io mi chiedo come puo',
io mi chiedo perche' mai,
ma non trovo qui lo sai.
Quell'istinto maledetto,
quella voglia di esser grande,
di dominare e di sfruttare
si sa chi e' fragile ed innocente.
Con le mani sporche e calde
di violenza e di vilta'
strappa il cuore dal suo petto
rubandole la personalita'.
Perche' con quella violenza,
abuso sporco di potere,
spezza il volo fragile e indifeso
di chi male non fa.
Di quella ragazza
bimba, donna e poi mamma,
che da ora perdera'
la sua identita'.
Perche' persa in quel momento,
perche' assalita
perche' spenta
perche' arresa ed innocente
in aria non sapra' piu' volare.
Perso ogni contatto
perso ogni sentimento
perso il battito del tempo
che comprendere non sa.
Io mi chiedo come possa
nella sua indifferenza
se una bestia uccide per la fame
e l'uomo solo per piacere.
Io mi chiedo chi dara'
chi potra' ricucire
quello strappo quel sorriso
che per sempre sanguinera'.

Milano, 21/06/05 10.20 a.m.

pubblicata da Marco Musso il giorno mercoledì 16 novembre 2011 alle ore 16.43

Melodia - di Marco Musso

Cerchi la melodia
ovunque essa sia,
una tinta di colore
sotto cui nascondersi e crogiolarsi
che racconti della tua anima
senza discussioni.
Fuggi da una dimensione
che ti ha oppresso,
che ti ha offeso,
che si e' appropriata della tua identita'
trasformandoti in statua di cera.
Ogni sforzo, ogni idea,
viene soffocata dall'uniformita',
ogni istinto, ogni ragione,
diventa qui comune opinione.
Cerchi nella fuga un ideale
una proiezione astratta del reale,
di quell'inseguirsi di eventi
che si ripetono,
contaminando la tua gioia e il tuo vivere sereno.
Ogni cosa non basta,
si ripete e t'inganna,
ogni piccola emozione
diventa subito parte del calderone.
E tu,
a bocca aperta incredulo,
bersagliato dal vuoto,
stringi i denti e resisti,
scavi e cerchi infondo al baratro
l'energia che ti serva
a colmare la tua riserva.
Qui,
in questo mondo che ti osserva e ti giudica
e dopo un attimo si dimentica,
qui dove un corpo
e' contenitore e non un cuore,
mi ritrovo smarrito,
dalla pochezza tradito,
affranto nel dialogo quotidiano
che scardina la ragione
e la reciproca riflessione.

Milano, 11/11/11 20.30

pubblicata da Marco Musso il giorno giovedì 17 novembre 2011 alle ore 14.35